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Le Linee di Piero Manzoni

L'opera nascosta

Molti lavori di Piero Manzoni esigono il nascondimento dell’opera d’arte.
E’ il caso delle Linee, realizzate in esemplari di diversa lunghezza (da 1,76 a 7.200 metri), tra il 1959 e il 1961.

L’opera consiste in una singola linea tracciata su un foglio di carta, arrotolato e posto all’interno di un cilindro di cartone etichettato. Nelle intenzioni dell’autore, il contenitore sigillato non si sarebbe dovuto mai aprire. L’opera d’arte rimane così sottratta allo sguardo dello spettatore e dell’acquirente, chiusa nell’astuccio e - metaforicamente - chiusa in se stessa (una chiusura di senso analoga all’autoreferenzialità dell’Achrome, una semplice superficie bianca che non significa altro se non se stessa).
L’esistenza della Linea, evocata soltanto dall’intervento dell’artista (che ha firmato l’etichetta, garantendone la lunghezza, il mese e l’anno della realizzazione) può essere visualizzata dal pubblico solo attraverso uno sguardo interiore, mentale.

La sparizione dell'opera d'arte è esibita in modo palese nella Linea di lunghezza infinita: il contenitore – un cilindro di legno senza aperture - racchiude idealmente una linea che esiste solo come puro concetto.

La Linea di Herning e la Base del mondo

Il 4 luglio del 1960, dalle 4 alle 6,55 del pomeriggio, Piero Manzoni portò a termine, in una tipografia di Herning (Danimarca), la Linea m. 7.200.
Sigillata in un cilindro di zinco ed interrata nei giardini dell’Herning Kunstmuseum, la Linea di Herning sarebbe dovuta essere la prima di una serie di Linee sepolte nelle principali città del mondo, per eguagliare, con la somma totale della loro lunghezza, l’intera circonferenza del globo. Un analogo progetto ipotizzava una linea bianca lunga quanto il meridiano di Greenwich.

Una conseguenza dell'allontanamento dall'idea dell'opera d'arte quale oggetto materiale che può essere esibito nei musei o venduto nelle gallerie d'arte, è il gigantismo caratteristico degli ultimi progetti (a cui è riconducibile il Placentarium, un Corpo d’aria dalle forme architettoniche, "teatro pneumatico per balletti di luce, di gas"), che porta l'arte di Piero Manzoni ad abbracciare il mondo intero.

Questo ideale artistico trova compimento nella Base del mondo, ("Socle du monde, socle magique n.3 de Piero Manzoni, 1961, Hommage à Galileo"), costruita a Herning nel 1961.
Simile alle altre Basi magiche (i piedistalli che trasformano in un’opera d’arte chi vi sale sopra), la Base del mondo è capovolta per sostenere il mondo intero.
E’ il mondo stesso a salire sul piedistallo, ed ogni cosa animale, vegetale o minerale – diviene un’opera d’arte.

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