Chi siamo

ELENA MANZONI DI CHIOSCA

PRESIDENTE

La primissima infanzia l’ho trascorsa a Soncino, dove eravamo sfollati, nella grande casa della nonna materna. Eravamo quattro fratelli (il quinto, Giuseppe, è nato dopo la guerra), una piccola banda scatenata, aumentata da alcuni bambini del paese, di cui il maggiore, Piero, era il capo incontrastato. Lui ci coinvolgeva in giochi fantasiosi e talora rischiosi. Il fascino dei fratelli più grandi è incommensurabile...

Dopo la guerra, tornammo a Milano, ma le lunghe vacanze di allora ci permettevano di trascorrere i mesi più belli ad Albisola, Soncino e Soprazocco... E qui soprattutto, nella libertà di boschi e prati, tornavamo a scatenarci sotto la guida di Piero... Cresciuti, fu di sera che mi incontravo col fratellone, entrambi nottambuli incalliti, sia che mi accompagnasse a eventi mondani, o che fossi io a seguirlo per gallerie, o  ci trovassimo negli stessi locali aperti fino all’alba, ma anche nella cucina di via Cernaia, dove lui faceva prove per essiccare le uova. Poi, la morte per infarto, la veglia, i funerali. La mamma si assume la cura dell’eredità artistica di Piero, talora collaboro. Lavoro in diversi ambiti, ricerche di marketing, pubblicità, pubbliche relazioni, formazione alla creatività, oggettistica, giornalismo. Faccio anche del volontariato, e un po’ di politica. La mamma mi passa le consegne negli anni ottanta, mi occupo di Piero, e all’inizio degli anni novanta fondo, con mio fratello Giuseppe, l’Archivio Opera Piero Manzoni diventato poi la Fondazione, che oggi mi limito a presiedere. Ho cinque figlie, di cui la terza segue lo zio nella strada dell’arte con il soprannome di Pippa Bacca, e viene assassinata in Turchia nel corso di una poetica e profetica “performance” dal titolo Spose in Viaggio.

Opera preferita di Piero: il Socle du Monde

 

GIUSEPPE MANZONI DI CHIOSCA

VICEPRESIDENTE

Sono nato a Milano, secondo quanto mi è stato riferito, nell’agosto del 1946 e, perciò, spesso venivo dileggiato dai miei fratelli maggiori come “roba di dopo della guerra”. Ero l’ultimo rampollo di una nobile famiglia di origine romagnola, mentre Piero era il primo.
La nostra famiglia era molto vivace: Piero ci affascinava con informazioni le più svariate: ricordo ancora quando tornò da un viaggio a Parigi con la ricetta del “canard à l’orange”!

Mi sono poi laureato in lettere all’Università Cattolica e successivamente ho frequentato un corso di perfezionamento in storia dell’arte all’università statale di Milano, dove ho seguito le lezioni di arte moderna e contemporanea di Vittorio Fagone e di Enrico Crispolti.
Dopo qualche esperienza in ambito museale, nella mia vita mi sono dedicato all’insegnamento della storia dell’arte negli istituti a indirizzo artistico, senza trascurare l’attività di studio e ricerca e, anche, di animazione culturale. Nel frattempo ho trovato anche modo di sposarmi con Nicoletta Visconti e di mettere al mondo tre figli: Luisa, Giulia Maria e Giacomo.

È stato per me naturale aiutare la mamma nell’attività di valorizzazione e di salvaguardia dell’opera di mio fratello, fino alla costituzione dell’Archivio Opera Piero Manzoni (in seguito trasformato in Fondazione): me ne sono occupato attivamente, assieme a Elena, dato che gli altri fratelli ormai non risiedevano più a Milano, soprattutto nei suoi inizi, che come retorica vuole definisco eroici, superando incertezze e iniziali difficoltà con molta buona volontà.

Opera preferita di Piero: la sua vita
 
ROSALIA PASQUALINO DI MARINEO

DIRETTRICE

Nasco e cresco tra Achromes e Linee, vivendo lo spirito creativo della mia famiglia e assorbendo i racconti della nonna e della mamma sullo zio Piero. Nel 1996 inizio a collaborare con l’Archivio Manzoni, come assistente. Negli anni cresco, certo in età, ma anche in competenze, grazie alla fiducia della mia famiglia, alla collaborazione con personaggi di altissimo livello, come Germano Celant e Flaminio Gualdoni, allo studio e ricerca continui e così, nel 2009, divento direttore della Fondazione Piero Manzoni.

Anche per merito di uno staff davvero straordinario, ho potuto curare progetti espositivi, libri e molte altre iniziative e coinvolgere una nuova generazione di ricercatori negli studi manzoniani oltre a studiare mezzi contemporanei per comunicare l’arte di Piero Manzoni, come il nuovo catalogo on line di prossima uscita. Molti gli incontri che ho avuto la fortuna di fare e da cui sono nati progetti nuovi e interessanti, tra cui la fruttuosa collaborazione degli ultimi anni con Hauser & Wirth. 

Opera preferita di Piero: gli Achromes in panno cucito

fondazionepieromanzoni@gmail.com

 

AGNESE BOSCHINI

Anche se sono nata e cresciuta a Milano la mia seconda casa è stata l’Olanda, da dove viene mia mamma. Mentre da ragazza camminavo per Rotterdam e Amsterdam, ero del tutto ignara che anche Piero avesse passeggiato in quegli stessi luoghi, mangiando le stesse cose strane, ascoltando una curiosa “incomprensibile” lingua. Ho scoperto proprio nei musei olandesi l’arte contemporanea. Seguendo i prestiti per le mostre della Fondazione, ho avuto la fortuna di viaggiare virtualmente con le opere di Piero, scoprendo nuovi luoghi dove voler andare.

Oltre alla gestione dei prestiti seguo la parte di ricerca storico-bibliografica e di archivio e la comunicazione sui social media con un’attenzione particolare alla parte grafica, per non dimenticare il mio passato nell’editoria; mi sono anche ritagliata il ruolo di “It-woman” della Fondazione, ora che il mondo dell'arte è sempre più tecnologico.

Opera preferita di Piero: la Base magica

agnese.fondazionemanzoni@gmail.com

 

DANIELA MIGOTTO

Sono un’abitudinaria eppure nella mia vita le cose sono andate diversamente bene perché una sponda ha deviato la direzione che avevo scelto, obbligandomi a cambiare l’ottica con cui guardo alle cose.

Avrei voluto fare l’artistico e mi hanno dirottato sul linguistico. Dopo gli anni di studi riesco ad approdare nella redazione di una rivista di moda, che però fallisce dopo un paio di anni e mi forza a fare un salto nel vuoto e accettare una borsa studio per il Giappone. Al mio ritorno, decido di studiare il cinese per migliorare la comunicazione con una liason intrapresa in Giappone… e trovo un marito brianzolo! E, visto che le sponde nella nostra vita non sono di certo esaurite, i nostri due bimbi, al posto della tradizionale cicogna, arrivano con l’aereo.
Dal 2009 sono in forze alla Fondazione, collaborando nell’attività di backoffice e di gestione amministrativa. Si aggiunge poi per me il ruolo che più amo: l’ideazione e creazione del KidLab “C’era una volta Piero”, un laboratorio artistico dedicato a bambini dai 4 ai 10 anni. Portare Piero nelle scuole è ritrovare la dimensione ludica di questo artista e la gioia di condividere la propria passione con i più piccoli.

Opera preferita di Piero: il Socle du Monde

daniela.fondazionemanzoni@gmail.com

 

IRENE STUCCHI

Sono nata nella ridente Brianza e mi sono trasferita a Milano dopo la laurea triennale in Mediazione linguistica, non appena ho scoperto che ero più interessata all’arte contemporanea che alle lingue straniere. Ho iniziato così a lavorare in una galleria e in un archivio, continuando con gli studi magistrali - in Storia e Critica dell’Arte - e letteralmente vivendo a stretto contatto con chi l’arte l’ha masticata fin dall’infanzia. Varie vicessitudini mi hanno portato poi a lavorare in una multinazionale, ma ho capito che fare ciò che ami “paga” sempre e tanto… così sono tornata alla mia vera passione, l’arte - aiutata anche un po’ dal caso che mi ha rimesso sulla strada giusta al momento giusto.

Collaboro con la Fondazione Piero Manzoni e mi occupo soprattutto dello studio del corpus di opere manzoniane, della ricerca storico-bibliografica e di archivio e delle comunicazioni sui social media.

Opera preferita di Piero: la Linea infinita

irene.fondazionemanzoni@gmail.com